|
|
Navigare da Bodrum a Marmaris
Bodrum, conosciuta nell’antichità come Halicarnasso, fu il luogo di nascita di Erodoto e sede della Tomba del re Mausoleo (IV secolo prima di Cristo), una delle 7 Meraviglie del Mondo Antico.
Il Teatro Romano, sulla collina sopra il Mausoleo, domina la città e al tramonto passato e presente sembrano fondersi insieme in un romantico effetto. Quando i Cavalieri di San Giovanni costruirono il loro Castello all’inizio del XV secolo, utilizzarono molte delle pietre delle rovine dell’antico mausoleo. Questi massi striati di verde si possono ancora intravedere nelle mura del Castello. I Cavalieri vi restarono per più di un secolo e ne furono scacciati da Suleyman il Magnifico nel 1523.
Il Castello gradatamente finì in disuso, fino al suo recente restauro: ospita oggi il Museo di Archeologia Sottomarina di Bodrum, pioniere nel suo genere, ed è una splendida vetrina per importanti reperti archeologici trovati nella zona. E’ a Bodrum, situata all’estremità nord del Golfo di Gökova, che visse il primo “Viaggiatore Blu”, Cevat Sakir Kabaagaç, meglio conosciuto come "Pescatore di Halikarnasso".
Bodrum è indiscutibilmente considerata la regina della Costa Egea. Nella sua atmosfera molto festaiola e un po’ bohemien si ritrovano artisti, intellettuali e gli amanti della bella vita.
L’afflusso di visitatori e turisti ha incoraggiato molti commercianti a creare una piacevole atmosfera di shopping: vi si trovano innumerevoli souvenirs e opere di artisti locali di svariato genere.
La Marina di Bodrum è una delle più gradevoli e meglio equipaggiate della regione. Le crociere nel Golfo di Gökova iniziano qui. Le acque trasparenti e profonde del Golfo, sulla costa sud della Penisola di Bodrum, hanno colori cangianti, dal blu profondo al turchese, e le rive sono coperte da boschi e vegetazione lussureggiante. Al tramonto il mare riflette il profilo delle montagne e di notte brilla alla luce della luna e sotto le stelle.
Pur essendo possibile navigare direttamente da Bodrum a Knidos e Capo Tekir durante il Viaggio Blu, un’alternativa consiste nel seguire la baia ricca di insenature del Golfo di Gökova. Su questa rotta si passa l’Isola di Karaada, antica Arkanessos e famosa per le sue terme, quindi il Capo Pabuç, per arrivare alla Baia di Kargicik. Appena prima si costeggia l’isoletta di Kistak, che può oltrepassata sui due lati, facendo attenzione alla barriera della riva nord.
Kargicik è una bella e vasta baia. Gli yacht possono ancorare al lato sud. Nuotare nelle sue limpide acque è una vera delizia.
Prima della Baia di Kargicik si trova Orak Island provvista di due baie, una all’est, l’altra al nord. I migliori ancoraggi sono lungo il lato nord-ovest. Continuando la navigazione, si passa Karaburun per raggiungere la Baia di Alakisla, preceduta dall’Isola Yildiz. E’ raccomandabile rimanere nelle vicinanze dell’isola e della terraferma. Dopo la Baia di Alakisla si passano Tekerek Limani, llgin Limani, e Kargili per raggiungere infine la Baia di Çökertme, con il miglior ancoraggio. Questo luogo è circondato da pinete e campi di olivi ed è ben protetto dai venti. All’interno si trova il villaggio di Çökertme, sulla cui sponda ovest c’è buon ancoraggio.
Dopo Çökertme, si arriva alla Baia di Çamalti e al molo di Ören, da dove si possono andare a visitare le rovine di Keramos. Keramos è a 48 km da Milas e può anche essere raggiunto via terra. Il villaggio moderno di Keramos è costruito sulle rovine dell’antica Keramos, città di origine Caria la cui data di fondazione è incerta, ma viene situata a partire dal V secolo, essendo stata all’epoca membro della Confederazione Delia. Fu governata dai Persiani, da Alessandro e in seguito passò successivamente sotto il dominio di Rodi, Roma e Bisanzio.
A Keramos oggi sussistono resti delle fortificazioni e delle porte, datanti del periodo ellenistico. L’antica Acropoli si trovava tra Mese Kayasi e Çamtepe. All’uscita del villaggio, il sito chiamato Bakicak consiste di una piattaforma di marmo circondata da un muro: si tratta delle rovine delle fondamenta del Tempio di Zeus Khrsaoreus. Ci sono inoltre rovine di un altro empio, detto Kursunlu oggigiorno. Poche rovine restano di questo tempio, situato ai piedi dell’acropoli fuori dalle mura. Tra le altre rovine si intravedono edifici Romani e Bizantini di incerta funzione, tra i quali forse una basilica. Sul lato sud del paese si trova una chiesa Bizantina.
Ci sono inoltre vestigi di una grande struttura all’est delle mura. Al sud, rovine di antiche colonne chiamate "Akyapi" dagli abitanti del villaggio. Fuori dalle mura si trova la necropoli con le sue tombe scavate nella roccia delle scogliere. La Baia di Çamalti, dove oggi c’è il molo, era il porto dell’antica Keramos.
Lasciando Ören e procedendo circa 10 km dopo Karaburun, si raggiunge il Porto di Akbük. Situato ai piedi di montagne fittamente boscose, Akbük è un ottimo porto, protetto dai venti orientali e nord-orientali. C’è un caffè e un ristorante e ci si può ancorare al molo subito prima del porto o ad ovest di esso.
Di qui si può procedure fino al molo di Gökova, al fondo del Golfo. Non ci si stanca mai della bellezza di Gökova, con il suo anfiteatro di montagne color smeraldo. Ci sono due moli di cemento o ci si può ancorare prima del parco. Procedendo via terra da qui a Marmaris si godono splendide viste del Golfo di Gökova.
600 metri prima della roccia di Sakar, sulla strada di Gökova, si trova l’antica città di Idyma. Le antiche mura dell’acropoli si scorgono qui e là scendendo lungo il ripido costone. Sotto di esse rimangono le rovine di un castello medievale. Fra le scogliere del pendio si vedono ancora tombe di roccia simili a templi del IV secolo prima di Cristo.
Carburante e acqua sono disponibili al molo di Gökova, insieme a diversi servizi messi a disposizione dall’Amministrazione Forestale. Da Gökova ci si può dirigere verso l’Isola di Cleopatra, anche raggiungibile in auto. Una strada che incrocia la superstrada di Marmaris conduce al molo e al villaggio di Gelibolu, dal quale è possibile raggiungere l’Isola di Sedir affittando una barca. Ci sono anche noleggi barche a Taçbükü. Su una collina all’est di Kizilkaya, al villaggio di Gelibolu, si trovano le vestigia dell’antica Kallipolis, dalla quale prende nome l’odierna Gelibolu. Il castello medievale riflette anch’esso la lunga e ricca storia di questa regione.
All’estremità sud del porto di Karaca, tre o quattro miglia dall’Isola di Sedir, si giunge al porto di Sögüt, subito prima dell’Isola Karacaada. Questo covo circondato da pinete è un luogo di stupefacente bellezza: una sorgente chiamata Incedere si getta nelle sue acque e al limite del torrentello si trova un attracco. Un altro attracco si trova a est. Questo porto è collegato a Marmaris via strada.
Dopo aver lasciato questa deliziosa baia circondata da pini, oleandri e alberi di storax, si raggiunge il Porto di Çanak, protetto dai venti dal Capo di Andizli. Si arriva quindi a English Limani, una baia ricca di insenature tra le Isole di Kara e Zeytinli.
Qui vi sono diversi punti per l’ancoraggio degli yachts: l’insenatura dietro la lingua di terra sul lato est ne è un ottimo esempio, con i suoi attracchi e ristoranti. Al suo opposto c’è un’altra insenatura, detta Ingiliz Limani ("Porto Inglese"): la tradizione vuole che parte della flotta navale Britannica fosse nascosta qui durante la Prima Guerra Mondiale.
Sul lato sud della Baia di Degirmen c’è un altro punto d’ancoraggio dove ci si può approvvigionare in cibo e acqua potabile. Dopo l’isola di Çamli e di Körmen e lasciandosi dietro Degirmen Bükü, si entra nella Baia Kargili, 2.8 miglia a ovest. Dopo questa insenatura protetta si incontra una laguna salata, circondata da pini. E’ possibile ancorarsi ad uno dei pini sulla riva.
Da qui si entra nella Baia di Tuzla. C’è un faro alla bocca di questa insenatura e alla fine un’altra laguna boscosa. Circa 800 m all’interno dell’insenatura c’è la barriera di Karabük, alla quale bisogna fare attenzione essendo difficile da individuare. Le barche possono ancorare all’interno dell’insenatura e lungo la riva. Tra il Capo Teke e il Capo Taneli c’è un gruppo di 7 isole, da cui il nome turco di Yedi Adalar (Sette Isole). Il posto è bello, ma le numerose barriere richiedono massima attenzione. Dopo Yedi Adalar si trova la Baia di Dogu, tra il Capo Taneli e la quarta isola a sud della penisola est. Si entra nel Porto di Sakli da questo lato. Sul lato nord-est della quarta isola c’è un’insenatura rivolta a nord-est: alla sua estremità c’è un attracco in muratura. Ci sono barriere pericolose 400 m a nord-ovest delle tre isole a partire dalla Baia di Teke. Dopo Yedi Adalar si arriva all’attraente Baia di Gökçeler Bükü.
Questa baia circondata da folti boschi è al riparo dai venti. Nell’avvicinarsi pero’ si deve fare attenzione ai due isolotti ad ovest di Küçük Çati Bay. Il Porto di Körmen è a circa 5 km da Inceburun, dove c’è un faro. Ci sono due porti artificiali creati dalla risacca e un ristorante. Datça dista 8 km. L’ultima tappa nel Golfo di Gökova è Mersicik, situata a circa 3 km dall’Isola di Mersicik. La sua baia è circondata da foreste.
Partendo da qui si procede attraverso Tekir Bükü, Capo Iskandil e Deve Boynu fino al porto principale di Knidos. Così si completa il giro del Golfo di Gökova. A partire da Knidos, se si desidera continuare il Viaggio Blu e scoprire nuove meraviglie, ci si deve dirigere verso il Golfo di Hisarönü, alla volta delle rive della penisola di Datça.
Navigando lungo la riva sud-ovest dell’isola si costeggiano foreste e pinete protese verso profonde insenature. Questa costa frastagliata, nota come “le 66 insenature” pare essere uscita da un racconto di pirati.
Le acque del Golfo di Hisarönü accarezzano dolcemente rive testimoni di antiche e moderne società. Alla fine della Penisola di Datça sorge l’antica città Caria di Knidos, descritta da Strabo come “ città costruita per la più bella delle Dee, Afrodite, sulla più bella delle penisole”. Famoso centro delle arti e della cultura nel IV secolo a.c., la città aveva due porti: uno sull’Egeo e uno sul Mediterraneo. Le rovine circolari del tempio dedicato alla Dea dominano le rovine dei due porti; l’arcata del tempio era formata da colonne in marmo a forma di cuore. All’epoca, la leggendaria statua dell’Afrodite di Praxiteles, considerata una delle più splendide sculture dell’antichità, onorava questo tempio.
La prima tappa dopo Knidos è Palamut Bükü. Doppiando il Capo di Divan si entra al Porto di Palamut. Il Tropium, centro religioso della Confederazione Doria, si trovava qui. Si può ancorare al fianco dell’isola o a riva.
Dopo aver lasciato il Porto di Palamut e aver passato Capo Adatepe, si entra nella Baia di Adatepe, che si deve attraversare facendo attenzione alle rocce alla fine del capo est e alle scogliere che dividono la spiaggia. C’è un punto riparato che viene usato dalle barche dei pescatori. Si può ancorare davanti alla spiaggia. Navigando oltre questa bella baia si passa Capo Kargili Bük e Capo Parmak e si arriva ad un punto circondato da foreste detto Baia di Magara ("Grotta"), che prende nome dalla grotta marina situata al suo ingresso est. Dopo Inceburun si entra nella Baia di Kargi, appena prima di Datça. Si accosta il molo di Datça da lì, attraverso il canale a fianco dell’isola di Toparca.
Datça è una contea e da nome all’intera penisola. Ci si trova tutto il necessario. Datça è il sito originale della città di Knidos, che fu spostata nel 540 a.c. durante l’invasione Persiana. L’antica Knidos è a 1.5 km a nord della Datça moderna, su una collina dove si trova l’acropoli. Sul lato sud ci sono i resti di un antico porto.
Dopo Datça si arriva al vasto porto di Kuruca, che si trova fra la penisola di Adatepe e l’isola di Çiftlik. Dopo la baia di Çiftlik, sede di un villaggio turistico, si passa Capo Adatepe e si arriva al Covo di Kuruca. Da qui si passano l’isola di Kuruca e Capo Bozan per raggiungere Bencik, al punto più stretto della penisola. Bencik si estende all’interno per 3 km, come se volesse arrivare dall’altra parte. E’ un vero piacere vagare tra questi covi e insenature, immerse nel blu e nel verde. La bellezza di questo paesaggio non si può descrivere: deve essere vissuta.
All’entrata di questa baia si trova l’isola di Dislice. Durante le invasioni Persiane del 540 a.C. i Knidi vollero scavare un canale tra Bencik e Küçükçati, dalla parte opposta, come misura difensiva, trasformando così la città in isola. Fu dunque consultato un oracolo che si racconta abbia detto: “Se gli dei avessero voluto, avrebbero reso isola la vostra città: non fate il canale”. Fu così che si arresero ai Persiani.
Dopo aver lasciato Bencik, si entra nel porto di Hisarönü, sede delle rovine di Bybasos. Sul lato sud-est del golfo si trova la Baia di Keçibükü, all’interno della quale c’è un’isola. Keçibükü è il miglior ancoraggio.Sull’isola ci sono le rovine di un forte. Un po’ più all’interno della baia si trova il villaggio di Orhaniye e le rovine di Bybasos si trovano su una collina sopra di esso. Le rovine delle mura dell’antica città, alcune medievali, altre di epoca ellenistica si celano qui e là tra la vegetazione della ripida e pietrosa collina. Nel luogo chiamato Pazarcik sulla montagna di Eren a sud del villaggio si trovava l’antica città di Kastabos.
Lasciando il porto di Hisarönü, si entra nel porto di Delikliyol e la baia di Selimiye. Nella baia c’è una sezione chiamata Buruncuk che si presta per l’ancoraggio. Un po’ all’interno di questa baia, vicino al villaggio di Selimiye, si trova l’antica città di Hyda. Navigando dopo la Baia di Selimiye si incontrano diverse isolette: Kameriya, Koca, Uzun, Topan, e Kargi, dopo di che si raggiunge l’ultima insenatura del Golfo di Hisarönü, Dirsek. Per accedervi bisogna navigare intorno all’Isola di Kargi.
Sul lato sud di Capo Dirsek si trovano le rovine sommerse di un antico pontone. Da Dirsek e passando Capo Agil si raggiunge Capo Atabol, le cui acque sono piene di rocce. Navigando prudentemente si raggiunge il Golfo di Sombeki (Bozburun). Passando tra Kizilada e Zeytin Ada e lasciando l’isola di Kiseli sul lato porto, si entra a Bozburun, famoso per i suoi cantieri navali e le rovine dell’antica Tymnos. Il lato est dell’isola di Kizil subito prima di Bozburun e il lato sud-ovest dell’isola di Kiseli provvedono entrambi ottimi punti per l’ancoraggio. Navigando oltre si passa l’isola di Sögüt per entrare al porto di Sögüt, Vi si trovano numerosi isolotti.
L’antica città di Tymnos è segnalata in molte vecchie mappe come il sito dell’attuale Sögüt. A est del porto c’è il villaggio chiamato Saranda, sito dell’antica Tyssonos. Antichi registri mostrano che la città di Ceresse si trovava all’opposto delle Isole Taçlica.
Continuando il nostro Viaggio Blu, navighiamo a vele spiegate verso Karaburun per arrivare a Bozukkale, circa 2 miglia a mezzo dopo. Tutti gli yacht possono mettere ancora a Bozukkale in tutta sicurezza. In passato c’era qui un cantiere navale. All’entrata della baia si possono ancora scorgere le rovine delle mura dell’antica città di Loryma, sul lato ovest. Queste mura sono spesse di 2.24 m e lunghe 320 m, racchiudendo una superficie di 274 m². All’epoca si erigevano due torrioni agli angoli della cittadella e nove torri rettangolari. Oggi sussiste solo parte del torrione nord. Quattro delle cinque porte si trovavano a nord. Ci sono due cisterne scavate in parte nella roccia, ai due lati delle mura. Sulla collina dell’acropoli all’est del molo c’è un altro muro costruito con pietre rettangolari e multiangolari.
Un’iscrizione sulle pareti di una grotta ai piedi della collina in riva al mare istruisce di non asportare dal luogo le offerte lasciate in quel luogo sacro. In alcune mappe il luogo è detto Aploteka. Il porto è al riparo dalle severe condizioni meteorologiche e si dice che durante le guerre del Peloponneso gli Ateniesi nascondessero qui le loro navi. I comandanti di Atene usarono inoltre questo porto come luogo di ritrovo prima della battaglia di Knidos nel 395 a.c. Nel 335 a.c. Demetrio, figlio di Antigono, riunì qui la sua flotta.
Il porto di Bozukkale fu anche usato all’epoca Romana e Bizantina e dai Cavalieri di Rodi. Sul lato sud della penisola di Loryma si trovano ammassi di quattro o cinque blocchi di pietra sovrapposti, che potrebbero essere le fondamenta di un altare. Due miglia dopo Bozukkale sia arriva al Porto di Serçe. L’entrata di questo porto è come un’immensa porta fatta di macigni. Il lato ovest è scosceso e roccioso. Si consiglia di navigare lasciando a sud le isole Çatal oppure tra di esse: il passaggio tra la terraferma e l’isola Çatal non si deve usare. Prima del promontorio sud della baia c’è una piccola barriera molto pericolosa, e molte navi vi hanno fatto naufragio durante il corso della storia.
Serçe Liman: nel 1025 d.C.nel mese di settembre, una due alberi lunga 15 m e baglio di 5.13 m., dislocante 30-40 tonnellate navigava con un carico di merce proveniente dai ricchi porti dei paesi Fatimidi. Quando si accingeva a doppiare fu presa in una tempesta e cercando di rifugiarsi a Loryma urtò un masso e calò a picco a 32 m di profondità. Tra il 1977 e il 79, il Professor George Bass e un’equipe di archeologi sottomarini turchi e americani ritrovarono il relitto. Furono scoperti, oltre a varie anfore, numerosi oggetti in vetro.
Questi reperti datanti dell’XI secolo di più di 200 forme differenti sono oggi esposti al Museo di Archeologia Sottomarina di Bodrum. Nel 1953, pescatori di spugne portarono in superficie una statua di bronzo di Dentrio, trovata in un relitto lungo la costa di Marmaris. Questa statua del IV secolo a.c. si trova al Museo di Izmir.
Dopo il Porto di Serçe si arriva alla deliziosa baia dell’isola di Ince, a nord del capo dell’isola. Oltre allo splendido paesaggio si notano anche rovine medievali. Le colline coperte di olivi le offrono protezione contro i venti. Partendo da qui, si arriva all’ampio porto di Çiftlik. Si può raggiungere il porto passando da entrambi i lati dell’isoletta e ancorare. Dietro la spiaggia si trova una piccola località balneare.
Navigando a partire dal porto di Çiftlik si passa il Capo Kadirga e il suo faro e si entra nel Porto di Kadirga. Ci sono possibilità di ancoraggio a sud-ovest di Kadirga e nell’insenatura a nord-ovest. Essendo questa baia abbastanza vicina a Marmaris, vi si trovano molte barche turistiche giornaliere ed è quindi sempre piuttosto movimentata. Proseguendo si arriva a Kumlubük, dove si può attraccare al pontile, molto frequentato dalle barche giornaliere all’ora di pranzo.
Ci si può unire per una nuotata agli altri visitatori provenienti da Marmaris. Sulla collina proprio sopra il pontile ci sono le rovine dell’antica città di Amos. Lasciata Kumlubük si arriva al Covo di Turunç, con i suoi numerosi motel. Il covo di Turunç è ricco di vegetazione e l’insieme del blu del mare, il bianco delle case ed il verde degli alberi è molto poetico. Turunç è anche collegato via erra a Marmaris e in rapido sviluppo. Si può ancorare sul lato sud o nord della baia e approfittare di questo luogo piacevole.
Dopo Turunç si entra nel Porto di Marmaris. All’ovest si trova il quartiere di lçmeler con numerosi hotels e motels. Prima di lçmeler c’è l’isola di Keçi. Ci sono altre isole nella baia, tra le quali Nimara, collegata alla terraferma da una bassa lingua di terra chiamata canale Yalanci ("Falso"), e le isole di Yildiz e Cennet. Subito prima della penisola c’è l’isoletta di Bedir.
Distesa lungo la baia e circondata da montagne selvagge e coperte di pini, Marmaris è una delle basi marittime più attraenti, ideale per fare sport acquatici e andare a vela. E’ inoltre ottimo punto di partenza per il Viaggio Blu lungo la costa Egea. A maggio, la mostra degli yacht a noleggio (Marmaris Yacht Charter Show) dà la possibilità di incontrare i Capitani e gli equipaggi. Non resta che fare il pieno di provvigioni, alzare le vele dello yacht di vostra scelta e partire alla scoperta della bellezza della Turchia del Sud.
A Marmaris, non privatevi dal gustare la cucina tipica turca in uno dei tanti ristoranti della marina, bevendo raki, bevanda tradizionale turca, allungato con acqua e con ghiaccio. Fate poi una lenta passeggiata sul lungomare bordato di palme fermandosi magari per un gelato. Per concludere in bellezza, gettatevi nella vivace vita notturna, in uno dei tanti bar o danzando fino all’alba.
Ci sono ottime possibilità di shopping a Marmaris: boutiques, bazaars colorati e mercati. Vi si trovano ottimi capi in pelle e daino, rame e ottone, gioielli e oggetti d’onice intarsiati. E poi naturalmente tappeti, abbigliamento e tessuti ricamati e il famoso miele al pino prodotto sul posto.
Chi ama nuotare non deve mancare il Parco Atatürk, all’est di Marmaris, e le acque tranquille e basse della sua spiaggia. La temperatura del mare è abbastanza calda già da maggio fino a settembre. A Marmaris è anche possibile fare equitazione e tennis. E’ uno dei rari posti al mondo dove sentire lo stordente profumo dell’albero francischense. Durante l’estate ci sono traghetti settimanali diretti tra Marmaris e Venezia.
Vicino a Marmaris, a Içmeler, le montagne dell’entroterra scivolano dolcemente su spiagge sabbiose. Sotto il cielo blu, il mare è qui ideale per ogni tipo di sport acquatico. Alcuni trovano questa zona irresistibile e si fermano più a lungo del previsto. Ci sono eccellenti possibilità di alloggio, dove continuare la vostra vacanza in armonia con la natura. |